Susin Nielsen, Gli ottimisti muoiono prima
“Un pessimista l’azzecca più spesso di un ottimista, ma un ottimista si diverte di più.
E nessuno dei due può cambiare la marcia degli eventi.” Robert A. Heinlein
Petula non ha amici, è una ragazza scontrosa e solitaria, con una situazione familiare piuttosto difficile: soffre di cinismo, ovvero la convinzione che a essere pessimisti si vive in modo più sicuro e ci si azzecca sempre. Dopo la morte della sua sorellina minore Maxine ha molti attacchi di panico e il senso di colpa è enorme, infatti è costretta ad andare a un centro ricreativo di Arteterapia, dove, insieme ad altri ragazzi che come lei hanno problemi o soffrono di dipendenze, fa dei lavoretti per sfogarsi e parlare dei suoi problemi; ed è lì che vede per la prima volta Jacob, L’Uomo Bionico. Jacob è il nuovo compagno di classe di Petula, è un ragazzo misterioso, pieno di entusiasmo e ottimismo, ma con un orribile segreto che l’ha portato alla perdita di un braccio obbligandolo ad usare un braccio artificiale.
Jacob e Petula sono costretti a fare un progetto di inglese insieme così passeranno più tempo insieme, si conosceranno meglio e scopriranno di avere molte cose in comune; Jacob tenterà di travolgere Petula con il suo ottimismo e il suo entusiasmo ma per Petula è molto difficile abbandonare il cinismo e iniziare a vivere un’altra vita.
Questo libro mi è piaciuto molto perché sono riuscita a guardare il mondo con gli occhi di una persona diversa, con gli occhi di una persona cinica; per quanto riguarda i personaggi penso che Jacob e Petula si completino a vicenda, in qualche modo; spesso mi sono ritrovata nel personaggio di Petula perché capisco la difficoltà a superare un lutto del genere, ma il personaggio che mi è piaciuto di più è quello di Jacob perché è riuscito ad andare avanti nonostante il suo passato doloroso lasciando spazio all’ottimismo.
Giulia Menichetti
Susin Nielsen, Gli ottimisti muoiono prima, traduzione di Claudia Valentini, 2017, Il Castoro, pp.264, €15.50