Un incipit al giorno: Annalisa Strada, L’isola dei libri perduti
Esistono isole attaccate alla terraferma da un solo istmo di terra che appare e scompare al passaggio della marea. Per alcuni è bello essere su un’isola e sentirsi lontani e distaccati da tutto e da tutti; per altri è meglio dar peso a quella volubile striscia di sabbia e considerarla un discreto cordone ombelicale. A chi la guardava dalla terraferma sembrava una fortificazione robusta e minacciosa: incuteva timore per la mancanza di aperture nelle mura, a parte le feritoie scure come occhietti malevoli. Alle spalle delle prime mura, molto arretrato, si levava poi un torrione con un tetto di lavagna nera e pigramente spiovente; nelle giornate di pieno sole, lì sopra si riuscivano a distinguere le sagome minacciose delle sentinelle che macinavano i chilometri del loro turno di guardia. Solo di tanto in tanto un bagliore traditore faceva scintillare le punte delle armi che tenevano puntate dritte davanti a loro, come ansiose di dar prova della loro mira infallibile.
Annalisa Strada, L’isola dei libri perduti, Einaudi ragazzi, 2014, pp.181, €11